LE ATTRAENTI COSTELLAZIONI:

 

Le due Orse

 

Ursa Maior, Ursa Maioris (UMa)

Ursa Minor, Ursae Minoris (UMi)

 

L’Orsa Maggiore è quasi sicuramente la più nota delle costellazioni, per la sua caratteristica forma, per il fatto che alla nostra latitudine è visibile tutto l’anno, quindi non tramonta mai, e perché la si può individuare facilmente sulla volta celeste.

Congiungendo la stella α (la più luminosa) con la stella β (la seconda per luminosità) Ursae Maioris (UMa) con un segmento immaginario e prolungandolo verso nord, si raggiunge la Stella Polare (non molto brillante), ultima stella del timone del Carro Minore, altro nome con cui si indica l’Orsa Minore. La Polare è quasi coincidente col Polo celeste. Apparentemente, questa stella rimane immobile, mentre il cielo le ruota intorno, in 24 ore. L’Orsa Maggiore, il Drago, Cefeo, Cassiopea e la Giraffa sono chiamate, per questo motivo, circumpolari, e sono visibili tutto l’anno alla nostra latitudine.

Le sette stelle dell’Orsa Maggiore o Grande Carro, venivano chiamate dagli antichi Romani “Septem Triones”, i sette buoi, per la lenta rotazione del Carro intorno alla Polare, cosa che faceva pensare al lento cammino degli animali del carro. Da questo derivò il nome di “settentrione” per indicare il nord.

Con riferimento della Polare, si possono individuare facilmente anche altre costellazioni: di seguito viene mostrata la posizione di Cassiopea, di cui sono state date informazioni in pagine precedenti.

 

 

 

 

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LA MITOLOGIA

 

Presso gli antichi Greci l’Orsa Maggiore era la ninfa Callisto, amata da Zeus e tramutata in orsa dalla legittima moglie di questi, gelosa della bellezza di Callisto e delle attenzioni che il marito dedicava a lei e al figlio Arcas. Si conoscono altre versioni del mito, ma tutti contemplano temi della gelosia e della vendetta.

 

 

 

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