Lo Zodiaco
Lo zodiaco è una fascia di circa 9° di ampiezza a nord e 9° a sud dell'eclittica, in cui sono rintracciabili durante l'anno, il Sole, la Luna e i pianeti, escluso Plutone, che ha una diversa inclinazione dell'orbita.
I Babilonesi, per primi divisero questa zona celeste in dodici parti di circa 30° ciascuna, individuando in essa 12 costellazioni a cui furono dati nomi di animali o figure fantastiche, provenienti dalla mitologia, che si immaginavano disegnati nel cielo, sulla base della disposizione delle stelle.
Nel corso dell'anno il Sole le attraversa, in quanto si sposta sull'eclittica (come si vede dal disegno animato della home page).
Convenzionalmente il nostro astro staziona un mese in ognuna delle costellazioni zodiacali; in realtà, a causa delle diverse dimensioni, alcune costellazioni (lo Scorpione ad esempio) viene attraversato in soli 15 giorni. Nella fascia zodiacale esiste anche una tredicesima costellazione che di solito non viene citata: l'Ofiuco.
Utilizzando un astrolabio si può seguire il percorso (apparente) del Sole nel suo transito attraverso le singole costellazioni.
il
L'ACQUARIO ( dal 20/01 al 18/02)
E' l'undicesima costellazione zodiacale, nella quale il Sole passa tra febbraio e marzo. E' vasta, ma poco appariscente; le sue stelle più luminose non superano la 3^ magnitudine.
La sua parte più settentrionale è facilmente rintracciabile sotto la stella Theta Pegasi. Quasi tutta la costellazione si trova sotto l'Equatore Celeste, e alle nostre latitudini gli oggetti più interessanti si vedono bassi sopra l'orizzonte.
E' di origine molto antica ed è difficile scorgere o immaginare nelle sue stelle la figura di un portatore di acqua.

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L’ACQUARIO: mitologia

Nelle carte celesti l'Acquario è un giovanetto che versa acqua da una brocca, anche se nel suo Fasti Ovidio sostenne si trattasse di una mistura di acqua e nettare, la bevanda degli dèi. Il liquido va a finire in bocca al Pesce Australe. Ma chi è l'Acquario? La credenza più popolare lo identifica con Ganimede, che era ritenuto il più bel ragazzo esistente sulla faccia della terra. Era il figlio del re Tros, da cui Troia prese il nome. Un giorno, mentre Ganimede faceva la guardia alle pecore del padre, Zeus si invaghì del pastorello e si lanciò sulla pianura di Troia sottoforma di aquila, ghermì Ganimede e se lo portò sull'Olimpo (o, secondo un'altra versione, mandò un'aquila vera e propria a fare il lavoro per lui). L'Aquila è ricordata nella costellazione vicina.
Secondo un'altra versione del mito, Ganimede fu prima rapito da Eos, la dea dell'aurora, che aveva una passione per i giovanetti, e solo in un secondo tempo Zeus glielo rubò. Ganimede divenne il mescitore di vino degli dèi, colui che dispensava il nettare dalla sua coppa, con grande fastidio della moglie di Zeus, Era. Robert Graves racconta che questo mito divenne molto popolare nell'antica Grecia e a Roma dove fu ritenuto un significativo avallo divino dell'omosessualità. La corruzione latina del nome Ganimede, Catemitus, diede origine alla parola «catamite», che indica un ganimede, un amasio.
Mito di poca consistenza questo dell'Acquario, probabilmente a causa del fatto che i Greci hanno voluto imporre una loro storia a una costellazione di provenienza straniera. Sembra infatti che la costellazione dell'Acquario originariamente rappresentasse il dio egiziano del Nilo - ma, come dice Robert Graves, del Nilo non gliene importava molto.
Germanico Cesare identifica la costellazione con Deucalione, figlio di Prometeo, uno dei pochi uomini a essere sfuggito al diluvio universale. «Deucalione versa acqua, l'elemento ostile cui una volta sfuggì, e nel farlo attira l'attenzione verso la sua piccola brocca», scrisse Germanico. Igino offre un'altra identificazione della costellazione, quella con Cecrops, uno dei primi re di Atene, visto mentre offre un sacrificio agli dèi facendo uso dell'acqua, poiché egli regnò in tempi in cui non si faceva ancora il vino.
Molte delle stelle dell'Acquario hanno nomi che iniziano con «Sad». In arabo, sa'd significa «fortuna». Alfa dell'Acquario si chiama Sadalmelik, da sa'd al-malik, tradotta solitamente come «le stelle fortunate del re». Beta dell'Acquario si chiama Sadalsuud, da sa'd al-su'ud, che dovrebbe significare «la più fortunata delle fortunate». Gamma dell'Acquario è Sadachbia, da sa'd alakhbiya, con il possibile significato di «stelle fortunate delle tende». L'esatto significato di questi nomi è andato perduto anche presso gli Arabi, secondo quanto sostiene l'esperto tedesco di nomi di stelle, Paul Kunitzsch.
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"Helix Nebula" OR "NGC 7293"
Nebulosa Elica vista dall’Hubble e il Cerro Toledo Inter-American Observatory
Le apparenze possono trarre in inganno, specialmente quando vengono esaminati oggetti celesti come galassie e nebulose. Alcuni corpi sono talmente lontani che alcuni astronomi non sono in grado di distinguere la loro struttura tridimensionale. La nebulosa Elica, ad esempio, ha le sembianze di una ciambella nelle immagini a colori. Le prime immagini di questo complesso oggetto celeste, un involucro di gas emesso da una stella morente simile al sole, non consentì agli astronomi di individuarne con precisione la struttura. Una spiegazione plausibile fu che la forma di Elica era quella di una spirale dall'aspetto di un serpente. I rilevamenti di numerosi osservatori, tra cui il telescopio spaziale Hubble della NASA, stabilirono che la struttura di Elica è ancora più complicata. I risultati ottenuti dimostrano che Elica è costituita da due dischi gassosi pressoché perpendicolari tra di loro.
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PESCI
La costellazione dei pesci è sicuramente fra le più antiche, raffigura due pesci
legati per la coda, il nodo nel cielo è raffigurato dalla stella
alfa Piscium. Le
leggende narrano che Venere e il figlio Cupido si
trasformarono in pesci per fuggire dall'attacco del mostro Tifone.
In primavera la costellazione dei pesci ospita
l'equinozio di primavera. Questo evento prima
avveniva nell'Ariete ma ora si è spostato nei Pesci a causa della precessione
degli equinozi. Per quanto riguarda l'aspetto visivo i pesci non sono molto
brillanti nel cielo, ma nonostante tutto ospitano un quantitativo di oggetti
celesti molto interessanti.
Alfa Piscium (Al Rischa, la corda), distante 98 a.l.,
è una doppia con
un periodo orbitale di 720 anni. Attualmente le due componenti si stanno
avvicinando e, per separarle, sono necessaria un’apertura di almeno 75 mm e un
forte ingrandimento. Entrambe le stelle, di mag. 4.3 e 5.2, sono binarie
spettroscopiche. Il loro colore è bianco-azzurro,
anche se ad alcuni osservatori la stella più brillante appare
verde.
Beta Psc, mag.
4.5, è una stella bianco-azzurra distante 320 a.l.
gamma Psc, mag.
3.7, è una gigante gialla distante 160 a.l.
Zeta Psc,
distante 110 a.l., è una doppia larga con componenti di mag. 4.9 e 6.3, visibile
anche con i più piccoli telescopi.
Eta Psc, mag.
3.6, è la stella più brillante della costellazione. È una gigante gialla
distante 140 a.l.
Kappa Psc, mag.
4.9, è una stella bianco-azzurra distante 98 a.l., con una compagna ottica,
visibile con un binocolo.
Rho Psc, mag.
5.4, è una stella bianca, distante 98 a.l., che forma una doppia ottica,
facilmente visibile con un binocolo, con la gigante arancio 94 Piscium, mag.
5.5, distante 390 a.l.
psi1 Psc,
distante 390 a.l., è una doppia larga formata da due stelle bianco-azzurre, di
mag. 5.3 e 5.6, visibili con un piccolo telescopio o perfino con un buon
binocolo.
19 Psc (TX Psc) è
una stella variabile di colore rosso cupo, visibile con un binocolo, che fluttua
intorno alla 5&ordt; o 6&ordt; magnitudine.
M 74 (NGC
628) è una galassia spirale distante 22.5
milioni di a.l., visibile di faccia. In condizioni favorevoli, la si può
intravedere con un piccolo telescopio, ma per vederla bene è necessaria
un’apertura di almeno 150 mm.

ARIETE (dal 21/03 al 20/04)


L'Ariete costituisce il primo segno zodiacale, dove anticamente cadeva l'equinozio di primavera, quel punto della sfera celeste ove s'incontrano l'equatore celeste e l'eclittica, che per l'appunto fu chiamato "punto d'Ariete". A causa del fenomeno della precessione degli equinozi, esso si è però spostato nell'adiacente costellazione dei Pesci, anche se gli astronomi continuano a mantenere la vecchia denominazione.
Poco più a Nord, appare un'altra piccola costellazione, quella del Triangolo, contenente la galassia M33, oltre la quale ancora verso Nord si trovano Perseo e Pegaso. Dalla parte opposta, a Sud, la Balena, mentre ad occidente e a oriente si trovano rispettivamente i Pesci ed il Toro. Il periodo della loro massima visibilità è in Novembre, quando transitano poco più a Sud dello zenit.
Per gli egizi l'Ariete era il dio solare Ra. Nel mito greco invece esso rappresentava l'animale a cui il dio Ermes affidò i due figli del re di Tessaglia, Elle e Frisso, affinchè fossero condotti nella Colchide, lontano dalla malvagità della loro matrigna.
Il Triangolo invece, sempre secondo gli egiziani, raffigurava il delta del Nilo od anche il sacro occhio di Horus, figlio di Osiride ed Iside, strappatogli dal dio del male Seth.
Galassia M33


TORO (dal 21 aprile al 20 maggio)

Immagine artistica della costellazione del Toro

Attualmente la costellazione zodiacale del Toro è attraversata dal Sole tra la prima metà di maggio e la metà di giugno, periodo in cui risulta invisibile. La costellazione risplende, invece, tra novembre e dicembre.
Anticamente, al Toro corrispondeva l'inizio dell'anno zodiacale, dal momento che il punto gamma, attualmente nei Pesci, si trovava in questa costellazione presso Aldebaran. La precessione degli equinozi (movimento retrogrado dei punti di intersezione dell'eclittica con l'equatore celeste (equinozi), causato dal moto di precessione dell'asse di rotazione terrestre) ha spostato la posizione del punto equinoziale.

Mappe della costellazione
Mitologia
Si trovano riferimenti al Toro già in fonti egizie, ebraiche e greche. Per gli Egizi la figura ricordava il bue Api, divinità adorata a Menfi, mentre secondo il mito classico sarebbe il toro bianco nel quale Zeus si sarebbe trasformato per rapire Europa, figlia del re di Tiro, e per condurla a Creta. Qui riuscì a conquistarla e dalla loro unione nacque Minosse, capostipite della civiltà dell'isola.

Rappresentazione artistica del rapimento di Europa
Stelle e oggetti celesti
Il Toro è facile da localizzare, perchè si trova immediatamente a Est dell'Auriga e a Nord e Est di Orione.
Nelle antiche carte l'animale veniva raffigurato con la sola testa e le spalle, il muso era delineato dall'ammasso delle Iadi. Aldebaran ne rappresentava il focoso occhio e le stelle Beta e Zeta indicavano la punta delle corna. Queste stelle (circa duecento) si trovano a circa 150 anni-luce da noi.

Ammasso aperto delle Iadi
Molto più interessanti e appariscenti sono le Pleiadi, che formano un bel gruppo molto conosciuto fin dall'antichità. Sono stelle giovani e calde, i cui esponenti principali portano i nomi di Alcione, Atlante, Elettra, Maia, Merope, Pleione, e Taigete. L'ammasso è però formato da ben 500 stelle a circa 400 anni-luce da noi, ancora immerse dalla nebulosità azzurra da cui sono nate.

Le Pleiadi
Per la forma caratteristica che somiglia un po' all'Orsa Maggiore, le Pleiadi sono state talvolta descritte come un piccolo carro.
Ricordiamo anche la Nebulosa del Granchio, così chiamata per il suo aspetto che ricorda un po' un crostaceo. Si tratta di ciò che rimane dell'esplosione di una supernova avvenuta nel 1054 d.C. e osservata dagli astronomi cinesi. La nebulosa è in espansione e la stellina nel suo centro è una pulsar, cioè una stella di neutroni piccola e densissima, che emette impulsi radio con un periodo molto breve e preciso.

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La nebulosa del Granchio ( NGC 1952)

La rossa α (alfa) Tauri, Aldebaran (magnitudo 1,0), è il quattordicesimo astro più luminoso del cielo e domina il firmamento invernale, alta verso Sud. è una gigante che, insieme a Sirio e ad Arturo, permise a Edmond Halley di scoprire il moto proprio delle stelle.

Aldebaran (al telescopio)

Vergine


La costellazione della Vergine è una delle costellazioni dello zodiaco visibili in primavera. Essa ospita un ricco ammasso di galassie.
VERGINE

Descrizione: Ampia costellazione zodiacale le cui stelle che ci appaiono più luminose disegnano una evidente Y.
Spica culmina a mezzanotte a metà aprile, pertanto in quel periodo la Vergine è in opposizione al Sole ed è facilmente osservabile per tutta la durata della notte. La costellazione è visibile molto bene per tutta la primavera, cominciando a scomparire nei bagliori solari all'inizio dell'estate. D'inverno è visibile solo nella seconda parte della notte
Oggetti più importanti:
Alpha Virginis, nota come Spica, la quindicesima stella apparentemente più luminosa del cielo che marca la base della Y.
Nel 150 A.C. , Ipparco misurando la posizione di questa stella e confrontandola con quella determinata 150 anni prima, scoprì la precessione..
Gamma Virginis è una bella stella doppia osservabile con un piccolo telescopio.
L'Ammasso di Galassie della Vergine riempie quasi totalmente la parte superiore dellla Y; questo ricco ammasso contiene almeno 2.500 galassie di diverso tipo, dalle spirali alle ellittiche, e si trova a circa 60 milioni di anni luce da noi.
Mito:
Nella mitologia, la Vergine è Cerere, dea del raccolto e responsabile del ciclo delle stagioni.
Cerere aveva una figlia, Persefone, alla quale era molto legata; un giorno Persefone scomparve e Cerere, disperata, cominciò a cercarla ovunque dimenticando i suoi compiti.
La Terra si trovò a dover affrontare un inverno con conseguenze disastrose per i raccolti.
Apollo riferì a Cerere di aver visto Plutone rapire Persefone e portarla nel suo regno sotterraneo.
Giove, preoccupato per la sorte dell'umanità, chiese a Plutone di liberarla ma nel frattempo Persefone aveva mangiato alcuni semi di un melograno degli inferi che la obbligavano a rimanere e divenirne la regina.
Giove, esperto in compromessi, ordinò allora che Persefone rimanesse quattro mesi dell'anno con Plutone e i restanti otto con la madre Cerere.
Così il periodo speso con Plutone divenne l'inverno e il periodo speso con Cerere il tempo della semina e della crescita.
AMMASSO DELLA VERGINE

Circa il 75% sono galassie a spirale ma l'ammasso contiene anche alcune tra le più grandi galassie ellittiche conosciute: tra queste la più grande è M87 e contiene miliardi e miliardi di stelle.
M87

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