NOTIZIARIO ASTRONOMICO
di Aprile 2008
FENOMENI DEL MESE DI APRILE
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Sole, Luna e Pianeti |
Data |
Sorge |
Tramonta |
NOTE |
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Sole |
1 |
06h57 |
19h29 |
Magnitudine - 26,8 (riferimento di comparazione con la luminosità dei pianeti) |
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" |
15 |
06h34 |
19h44 |
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" |
30 |
06h12 |
20h01 |
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MERCURIO |
1 |
06h35 |
18h12 |
Magnitudine - 1,7 |
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" |
30 |
06h47 |
21h25 |
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VENERE |
1 |
06h24 |
17h55 |
Magnitudine - 4,0 |
|
" |
30 |
05h51 |
19h03 |
Magnitudine - 3,9 |
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MARTE |
1 |
11h37 |
02h59 |
Magnitudine - 0,3 |
|
" |
30 |
10h55 |
01h55 |
Magnitudine - 0,7 |
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GIOVE |
1 |
03h22 |
12h32 |
Magnitudine - 2,2 |
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" |
30 |
01h36 |
10h48 |
Magnitudine - 2,4 |
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SATURNO |
1 |
16h04 |
05h36 |
Magnitudine 0,6 |
|
" |
30 |
14h06 |
03h39 |
Magnitudine - 0,7 |
Venere non sarà visibile per diversi mesi, perchè in avvicinamento al Sole.
Mercurio, molto veloce, sarà in congiunzione con il Sole il giorno 16.
Marte sarà osservabile solo nella prima parte della notte. Nelle prime ore di buio sarà individuabile alto nel cielo, nei Gemelli.
Giove sarà ancora molto basso sull'orizzonte.
Saturno, sarà ben osservabile, alto nel cielo. Si potranno osservare (dalle ore le 22,00 circa) con facilità gli anelli.
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La Luna
LUNA NUOVA: quando si trova nella stessa direzione del Sole, quindi la sua parte buia è rivolta verso la Terra, risultando invisibile.
LUNA AL PRIMO QUARTO: sorge di giorno ed è visibile la sera, mostrando illuminata la sua parte verso ovest.
LUNA PIENA: quando si trova in opposizione al Sole, cioè dalla parte opposta della volta celeste. In questa posizione, sorge al tramonto del Sole ed è visibile, molto illuminata, per tutta la notte.
LUNA ALL'ULTIMO QUARTO: sorge in piena notte ed è visibile al mattino, mostrando illuminata la sua parte verso est.
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Il 6 aprile avremo Luna Nuova, il 12 il Primo Quarto, il 20 Luna Piena, il 28 l'Ultimo Quarto.
Il 7, alle ore 21,00, Luna al Perigeo (distanza 361.094 km).
Il 23, alle ore 11,00, Luna all'Apogeo (Distanza 405.921 km).
Il giorno 8, verso le 22,00, si potrà ammirare (con piccoli binocoli, ma pure ad occhio nudo) la bella falce di Luna che tramonta poco più in basso del noto ammasso delle Pleiadi (M45).
Il 13 aprile, dalle ore 20,00 in poi, la Luna occulterà le stelle del celebre ammasso M44 (Presepe) nel Cancro. Spettacolari le sparizioni dal lato oscuro della Luna.
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La costellazione zodiacale del mese: ARIETE


ARIETE
L'Ariete costituisce il primo segno zodiacale, dove anticamente cadeva l'equinozio di primavera, quel punto della sfera celeste ove s'incontrano l'equatore celeste e l'eclittica, che per l'appunto fu chiamato "punto d'Ariete". A causa del fenomeno della precessione degli equinozi, esso si è però spostato nell'adiacente costellazione dei Pesci, anche se gli astronomi continuano a mantenere la vecchia denominazione.
Poco più a Nord, appare un'altra piccola costellazione, quella del Triangolo, contenente la galassia M33, oltre la quale ancora verso Nord si trovano Perseo e Pegaso. Dalla parte opposta, a Sud, la Balena, mentre ad occidente e a oriente si trovano rispettivamente i Pesci ed il Toro. Il periodo della loro massima visibilità è in Novembre, quando transitano poco più a Sud dello zenit.
Per gli egizi l'Ariete era il dio solare Ra. Nel mito greco invece esso rappresentava l'animale a cui il dio Ermes affidò i due figli del re di Tessaglia, Elle e Frisso, affinchè fossero condotti nella Colchide, lontano dalla malvagità della loro matrigna.
Il Triangolo invece, sempre secondo gli egiziani, raffigurava il delta del Nilo od anche il sacro occhio di Horus, figlio di Osiride ed Iside, strappatogli dal dio del male Seth.

STELLE DI PRIMAVERA
Con l'arrivo della primavera, le costellazioni dell'inverno non sono ancora calate sotto l'orizzonte occidentale, ma quelle della primavera stanno risalendo, e le costellazioni estive iniziano a far capolino verso oriente.
In questa stagione si può anche assistere alla visione contemporanea di più stelle di prima magnitudine, che in ogni altra stagione. A ovest troviamo Sirio, Betelgeuse, Rigel e Procione, verso sud Arturo, Regolo e Spica, mentre ad est troviamo Vega.
Nella costellazione di Bootes (il Pastore), Arturo è la stella di riferimento per per potersi orientare nel cielo di primavera: per trovarla, si deve seguire la curva ideale partendo dal timone del Grande Carro. Arturo è la stella più luminosa di questo momento (ad eccezione di Sirio, ma che sta progressivamente penetrando nell'orizzonte sud-occidentale). Proseguendo con la stessa curva ideale, dopo Arturo ci appare Spica, nella costellazione della Vergine.
Individuate Arturo e Spica, diventa facile riconoscere altre costellazioni primaverili: il Leone, con la stella Regolo, in direzione ovest di Arturo, il Corvo a sud della Vergine, la Corona Boreale a est di Bootes, la Bilancia a est di Spica.
I
Arturo
Verso la fine del mese di aprile aprile culmina alto sull'orizzonte, attorno alla mezzanotte, l'astro più appariscente della costellazione di Boote: è Arturo. Insieme a Spica, nella costellazione della Vergine, e a Denebola nel Leone, Arturo individua i vertici di un triangolo molto facile da riconoscere e quindi utile per orientarsi nel ciclo primaverile.
L'origine del nome di questo astro è da collegare probabilmente al fatto che si trova sull'allineamento costituito dalle ultime due stelle del timone dell'Orsa Maggiore; da qui il nome di Arctos-oura, che significa "la coda dell'orsa".
In antichità, per la sua posizione, Arturo fu anche considerata il "guardiano dell'Orsa", Arctouros in greco.
Se ne trova pure menzione nella Bibbia, nel libro di Giobbe; per questo gli Ebrei la chiamavano "stella di Giobbe". Presso gli antichi Greci e Romani Arturo era un astro presago di avvenimenti nefasti: annunciava tempeste ai navigatori, secondo Omero, e disgrazie ai contadini, secondo Virgilio.
Stella luminosissima
A causa del suo grande splendore Arturo aveva decisamente colpito la fantasia degli antichi. Essa è la prima stella ad apparire subito dopo il tramonto del Sole, e fu anche la prima ad essere vista con il cannocchiale in piena luce del giorno: l'osservazione fu compiuta nel 1635 dall'astronomo e astrologo di corte francese Jean-Baptiste Morin. In effetti questa stella brillantissima è la più luminosa dell'emisfero boreale, e la quarta di tutto il ciclo, dopo Sino (da noi ben visibile, ma appartenente all'emisfero australe), Canopo ed alfa Centauri. La sua magnitudine visuale apparente è pari a -0,06.
A cosa è dovuta questa grande luminosità?
All'inizio si pensò che fosse dovuta ad una notevole vicinanza a noi. Però quando nel 1842 la distanza fu misurata con il metodo della parallasse dall'astronomo Peters, Arturo risultò non proprio vicinissima: dista 32 anni luce. La sua magnitudine intrinseca è quindi tale che se Arturo si trovasse al posto del Sole ci apparirebbe cento volte più brillante.
Una gigante arancione
La vera causa della grande luminosità di Arturo non è quindi da attribuire alla sua vicinanza, bensì al fatto che appartiene ad una classe non molto comune di oggetti: quella delle stelle giganti. Infatti, tra le circa mille stelle che si trovano entro un raggio di 20 parsec dal Sole ed hanno parallasse trigonometrica misurata, solo tre sono giganti: beta Geminorum, nota anche come Polluce, alfa Aurigae, nota anche come Capella ed alfa Bootis. Alfa Bootis è proprio Arturo, un enorme sole arancione. Essendo un astro abbastanza vicino e luminoso, Arturo è una di quelle stelle (assieme ad Aldebaran, Betelgeuse, alfa Herculis, Mira ed Antares) il cui diametro angolare fu misurato negli anni '20 con metodi interferometrici. Precisamente, l'interferometro di Michelson applicato al telescopio di Monte Wilson diede una misura di 2 centesimi di secondo d'arco per il diametro angolare di Arturo, che, data la distanza nota per via trigonometrica, implicava un raggio pari a 22 volte quello del Sole.
Questo valore è in buon accordo con quello ottenuto usando la relazione che lega la temperatura alla luminosità delle stelle: in questo caso, assumendo che la temperatura sia di circa 4500 K, si ricava un raggio intorno ai 20 raggi solari.
In rapido movimento
Oltre al grande splendore ed al fatto di essere una delle poche giganti a noi vicine, un'altra caratteristica che distingue Arturo è l'eccezionale rapidità con cui si sposta sulla volta celeste. Il primo ad accorgersene fu Halley, agli inizi del XVIII secolo: confrontando le posizioni da lui determinate con quelle riportate in un catalogo dall'astronomo dell'antichità Tolomeo, notò che Sirio, Arturo ed Aldebaran apparivano essersi spostate rispetto alle altre stelle. In particolare, egli trovò che Arturo si era spostata di oltre un grado: più del doppio del diametro apparente della Luna.
Circa un secolo dopo, nel 1814, l'abate Piazzi pubblicò un catalogo con le posizioni da lui misurate di oltre 7500 stelle, e fu allora che si scoprì che Arturo si sposta molto più rapidamente di tutte le stelle visibili ad occhio nudo. Infatti, mentre i moti propri di queste si aggirano intorno ad un decimo di secondo d'arco all'anno, Arturo si sposta di 2",28. Estrapolando il suo spostamento nel passato, essa sarebbe stata invisibile ad occhio nudo 500 mila anni fa, perché troppo lontana da noi. Oggi la direzione del suo moto la sta portando rapidamente verso il ciclo australe, e fra 30 mila anni passerà nell'altro emisfero. Tra circa 500 mila anni, Arturo sarà nuovamente invisibile ad occhio nudo.
AL CENTRO LA MAPPA DELLA VERGINE

LA GALASSIA M104 o NCG4594 (detta "IL SOMBRERO") NELLA COSTELLAZIONE DELLA VERGINE

(foto NASA/STSci)